Investigating DAO's Logic: Wittgenstein's Philosophy Meets Smart Contracts
Abstract
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Il seguente articolo si concentrerà dapprima sull’esposizione del significato e funzionamemto delle più note Decentralized Autonomous Organization, per poi confrontare il loro agire automatizzato con i concetti più stretti della logica wittengsteiniana, ossia intessendo una relazione concettale e filosofica tra la logica dei contratti intelligenti delle applicazioni decentralizzate odierne e i segni proposizionali applicati cui si fa particolare riferimento nel Tractatus logico-philosophicus dell’autore.
Decentralized Autonomous Organization
S’intende per DAO un’organizzazione, sia finanziaria che di altro tipo, gestita prevalentemente da regole codificate in programmi e software informatici detti smart contrats, a sostituto di una tradizionale organizzazione con gestione centralizzata. Le principali caratteristiche di queste organizzazioni sono simili a quelle di una generica rete blockchain (si rimanda per una più ampia discussione sulle caratteristiche della rete blockchain al primo articolo: https://neuralepisteme.blogspot.com/2024/07/metzinger-and-dids-decentrilized.html), dunque la trasparenza dettata dalla rete decentralizzata, la sicurezza, poiché i dati sono partizionati e suddivisi tra blocchi di sistema molteplici e l’assenza di intermediari, dunque a pari passo con la dinamica di rete peer-to-peer. Si aggiunge a queste, ovviamente, la caratteristica di qusi totale automazione della rete e dunque dello scarso intervento umano, se non considerato quello dell’iniziale sviluppo progettuale e informatico della rete.
Simili concetti possono risultare astratti, ma è bene rilevare che progetti simili sono odiernamente applicati alla DeFi, ossia la Decentrilized Finance in rete. Esempi rilevanti sono:
Uniswap: un protocollo decentralizzato funzionante con la già nota ai lettori tecnologia Ethereum. La particolarità di questo protocollo finanziario, così come delle altre tecnologie DeFi, è l’utilizzo di un modello di marketing di tipo automatizzato (AMM) piuttosto che di una tradizionale visualizzazione e fruizione autonoma di un Order Book. Questo significa che, qualora un valore dovesse venire a svalutarsi come conseguenza della larga domanda di un altro, il compratore non si troverà più nelle condizioni di dover fare importanti decisioni di mercato, poiché una funzione costante dettata dall’algoritmo informatico stabilirà automaticamente il prezzo delle azioni dell’uno e dell’altro valore, garantendo al cliente sempre e comunque una liquidità quasi costante.
Aave: si pone come obiettivo quello di diventare, nel contesto DeFi Ethereum, una dei più grandi servizi di prestito al mondo. Contrariamente a Uniswap, la piattaforma si concentra sul prestito della criptovaluta. In questo caso, i partecipanti al progetto depositao i fondi che decidono prestare a terzi, fondi che vengono raccolti in una pool ampia di liquidità. Quando accedono ad un prestito, gli utenti possono attingere a questo fondo.
Smart Contracts
Nel corso del Blog abbiamo più volte parlato di Smart Contracts, tanto da arrivare a programmarne uno (https://neuralepisteme.blogspot.com/2024/08/unveiling-blockchain-1-lets-program.html). Occupiamoci ora di definirlo concettualmente: intendiamo per contratto intellligente un protocollo informatico che facilita, verifica e fa rispettare delle norme durante la negoziazione o esecuzione di un contratto tra due parti. Una volta che le condizioni richieste sono soddisfatte, questi protocolli si attivano automaticamente.
E’ chiaramente intuibile dunque il ruolo dei contratti nelle DAO; una volta programmati per compiere azioni al soddisfarsi di determinate condizioni, non è più necessario un intervento umano nella rete, se non per supervisionare e correggere potenziali malfunzionamenti del sistema.
Il Tractactus Logico-Philosophicus
Spiegare approfonditamente e nel suo insieme la filosofia di Wittgenstein è compito alquanto arduo, che conviene solo manuali vasti e complessi di logica o filosofia. Sarà ugualmente nostra cura fornire una brevissima introduzione all’unica opera di Wittgeinstein pubblicata durante la sua vita. Considerato uno dei più importanti testi nel campo della filosofia e della logica del Novecento, il Trattato è organizzato in preposizioni e successive sotto-preposizioni, categorizzate in ordine di rilevanza. Partendo dai concetti basilari del simbolismo, costruisce la spiegazione della natura della verità logica, dell’inferenza e della probabilità. Essendo organizzato in preposizioni, ne abbiamo qui scelte alcune che, in tutto il Trattato, ci sembravano quelle più attinenti a spiegare la coonsequenzialità logica e il paragone tra i contratti intelligenti e i segni proposizionali applicati.
Proposizione 3.5 "Il segno proposizionale applicato, pensato, è il pensiero"
Un segno proposizionale è un generico segno linguistico, ovvero una combinazione di parole che è in una forma logica adatta a rappresentare uno stato di cose possibile nel mondo. Funzione principale del segno proposizionale è quello di rappresentare un modo di esistere degli oggetti nel mondo. Un segno proposizionale generico potrebbe ad esempio essere “il gatto è sul divano”, semplice affermazione che esprime chiaramente una possibilità di configurazione degli oggetti nel mondo, senza comunicare noi specificatamente se questa affermazione sia vera o falsa, dunque se il gatto sia o non sia sul divano. Per segno proposizionale applicato intendiamo invece quello che questa proposizione ci suggerisce, ossia un segno proposizionale che viene utilizzato, o meglio pensato, per rappresentare un pensiero o uno stato di cose (modo di configurarsi degli oggetti) nel mondo. La nostra affermazione “il gatto è sul divano” è ora applicato se pensato riferendosi ad una situazione concreta e veritiera in cui il gatto è sul divano, indicando una realtà specifica, applicando una struttura logica che nel segno proposizionale era astratta ad una realtà concreta. Per Wittgenstein il segno proposizionale applicato è il pensiero
I contratti intelligenti possono essere visti come "segni proposizionali" applicati nel senso che, eseguono azioni specifiche nel mondo digitale sulla base di condizioni predefinite, proprio come le proposizioni logiche determinano verità e falsità in un sistema logico. Se un contratto intelligente è sostanzialmente un segno proposizionale, poiché una struttura logica predefinita astratta dichiarativa di un possibile modo di stare degli oggetti, diviene segno proposizionale applicato quando le loro condizioni vengono soddisfatte e dunque possiamo ritenerli applicati ad una realtà concreta.
Proposizione 4.0312 – "La possibilità della proposizione si basa sul principio secondo cui i segni fanno le veci degli oggetti. Il mio pensiero fondamentale è che le ‘costanti logiche’ non facciano le veci; che non c’è niente che possa fare le veci della logica dei fatti."
Per quanto concerne i segni citati nella proposizione 3.5, Wittgeinstein approfondisce in questa propoizione come, nella sua filosofia del linguaggio, si possa dire che una proposizione abbia senso solo perché i segni proposizionali che la compongono sono effettivamente sostituti di oggetti reali nel mondo. Un segno proposizionale rappresenta un oggetto di fatto nel mondo, come già affermato precedentemente, e la proposizione intera ha senso solo perché questo segno fa le veci di un oggetto reale. Si riferisce poi alle ‘costanti logiche’, ossia elementi del linguaggio quali “e”, “o”, “non”, “implica che”, e via dicedo. Queste costanti logiche, spiega l’autore, a differenza dei segni proposizionali non possono fare le veci degli oggetti del reale; un segno come “gatto” o un segno proposizionale come “il gatto è sul divano” può benissimo rappresentare oggetti del reale, la costante logica “e”, invece, no. Come ultima specifica Wittgenstein espone “non c’è niente che possa fare le veci della logica dei fatti”. In qusto senso intende che la logica non è propriamente un oggetto che può essere rappresentata, ma è la struttura stessa che sussiste tra i fatti necessaria per la rappresentazione. Si potrebbe aggiungere quindi che per quanto la logica non sia possibile da rappresentare è necessaria per la rappresentazione, poiché determina le possibilità dai fatti.
Parallelamente, nel mondo informatico, questi segni che rappresentano oggetti sono il codice sorgente che rappresenta dati, risorse digitali, condizioni di pagamento o qualsiasi altro dato informatico utile alla rete in un linguaggio tra il meccanico e l’umano. Esattamente come nei segni nelle proposizioni linguistiche inoltre, le istruzioni codificate nei contratti intelligenti possono rappresentare e manipolare stati di cose (conformazioni degli oggetti) nel mondo digitale. Per approfondire il concetto, notiamo come una condizione di conseguenza come “se si verifica il pagamento di x allora rimborsa y” rappresenta una relazione tra due stati di cose nel mondo digitale e agisce autonomamente quando la condizione prima viene verificato. La logica consequenziale dietro questi motori, se confrontata con quella di Wittgeinstein, appare strettissima. Per concludere su questi punti, così come le costanti logiche nella vita reale non rappresentano propriamente degli oggetti anche la logica booleana con cui vengono scritti i contratti intelligenti (con operazioni come “AND”, “OR”, “IF”, eccetera, ben note ai programmatori di qualsiasi linguaggio informatico) non rappresentano degli oggetti digitali come dati o informazioni, ma sono semplicemente parti costituenti della logica informatica insita nel contratto, senza la quale ovviamente la scrittura del contratto sarebbe impossibile.
Proposizione 6.3 – “L’indagine sulla logica significa l’indagine su tutto ciò che si conforma a una legge. E fuori dalla logica tutto è caso”.
Questa proposizione potrebbe essere usata per discutere come i contratti intelligenti, basati su logiche predefinite e regole immutabili, rappresentino un tentativo di costruire un sistema "logico" di azione nel mondo digitale, ossia di totale e autonoma consequenzialità. Qualsiasi azione che avviene al di fuori delle regole di un contratto intelligente è "accidentale", simile all'idea wittgensteiniana che al di fuori della logica tutto è accidentale, non controllato, motivo per cui diventano indispensabili figure come quelle di programmatori che aggiornino e prevedano gli eventuali errori o comportamenti fuori dalla logica delle transazioni. Questi comportamenti anti-logici sono spesso creati da hacker e pirati informatici allo scopo di trarre vantaggio dalla rete, causando danni alle strutture digitali.
Conclusioni
Abbiamo analizzato in questo articolo il funzionamento delle DAO e, spiegati concettualmente gli smart contracts, scoperto quanto un accostamento con la logica filosofica di Wittgenstein sia pertinente e risulti in parallelismi strettissimi tra le due discipline.
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English Version
This article will first focus on explaining the meaning and functioning of the most well-known Decentralized Autonomous Organizations (DAOs). Then, it will compare their automated operations with the core concepts of Wittgensteinian logic, establishing a conceptual and philosophical relationship between the logic of smart contracts in today's decentralized applications and the applied propositional signs referenced in Wittgenstein’s *Tractatus Logico-Philosophicus*.
Decentralized Autonomous Organizations
A DAO is an organization, often financial but not exclusively, that is managed primarily by rules encoded in computer programs and software known as smart contracts. This stands in contrast to traditional organizations that rely on centralized management. The main characteristics of these organizations are similar to those of a typical blockchain network (for a more extensive discussion on the characteristics of blockchain networks, refer to the first article: [https://neuralepisteme.blogspot.com/2024/07/metzinger-and-dids-decentralized.html](https://neuralepisteme.blogspot.com/2024/07/metzinger-and-dids-decentralized.html)). These characteristics include transparency due to the decentralized network, security because data is partitioned across multiple system blocks, and the absence of intermediaries, aligning with a peer-to-peer network dynamic. Additionally, DAOs are characterized by their near-total automation, which minimizes human intervention, aside from the initial design and development of the network.
These concepts might seem abstract, but it’s worth noting that similar projects are currently applied in DeFi, or Decentralized Finance, on the network. Notable examples include:
- Uniswap: A decentralized protocol operating on Ethereum technology, which is already familiar to readers. The unique feature of this financial protocol, like other DeFi technologies, is the use of an Automated Market Maker (AMM) model rather than a traditional self-viewing and using Order Book. This means that if a value depreciates due to high demand for another, the buyer is no longer required to make significant market decisions, as a constant function set by the computer algorithm will automatically determine the price of one’s shares, ensuring the client always has a nearly constant liquidity.
- Aave: This platform aims to become one of the world’s largest lending services within the Ethereum DeFi ecosystem. Unlike Uniswap, Aave focuses on cryptocurrency lending. In this case, participants deposit funds they wish to lend to others, which are collected in a large liquidity pool. When users take out a loan, they can draw from this pool.
Smart Contracts
Throughout this blog, we have frequently discussed smart contracts, even to the point of programming one ourselves ([https://neuralepisteme.blogspot.com/2024/08/unveiling-blockchain-1-lets-program.html](https://neuralepisteme.blogspot.com/2024/08/unveiling-blockchain-1-lets-program.html)). Let’s now define them conceptually: a smart contract is a computer protocol that facilitates, verifies, and enforces the terms of a contract between two parties. Once the required conditions are met, these protocols automatically activate.
Clearly, the role of smart contracts in DAOs is essential; once programmed to perform actions when certain conditions are met, there is no need for human intervention on the network, except for overseeing and correcting potential system malfunctions.
The Tractatus Logico-Philosophicus
Explaining Wittgenstein’s philosophy in-depth is a daunting task, best left to comprehensive and complex manuals on logic or philosophy. Nevertheless, we will provide a brief introduction to the only work Wittgenstein published during his lifetime. Considered one of the most important texts in 20th-century philosophy and logic, the *Tractatus* is organized into propositions and subsequent sub-propositions, categorized in order of relevance. Starting from basic concepts of symbolism, it builds an explanation of the nature of logical truth, inference, and probability. Given that it is organized in propositions, we have selected a few that, throughout the *Tractatus*, seemed most relevant to explaining the logical consequentiality and the comparison between smart contracts and applied propositional signs.
Proposition 3.5: "The propositional sign, applied, thought, is the thought."
A propositional sign is a generic linguistic sign, a combination of words in a logical form suitable for representing a possible state of affairs in the world. The main function of a propositional sign is to represent a way of existing for objects in the world. A generic propositional sign might be "the cat is on the sofa," a simple statement clearly expressing a possible configuration of objects in the world, without specifically communicating whether this statement is true or false—that is, whether the cat is or isn’t on the sofa.
An applied propositional sign, however, is what this proposition suggests—a propositional sign that is used, or rather thought of, to represent a thought or a state of affairs (a way of configuring objects) in the world. Our statement "the cat is on the sofa" is now applied if thought of referring to a concrete and true situation where the cat is on the sofa, indicating a specific reality, applying a logical structure that was abstract in the propositional sign to a concrete reality. For Wittgenstein, the applied propositional sign is the thought.
Smart contracts can be seen as "applied propositional signs" in the sense that they execute specific actions in the digital world based on predefined conditions, just as logical propositions determine truth and falsity in a logical system. If a smart contract is essentially a propositional sign—an abstract declarative logical structure of a possible way objects can exist—it becomes an applied propositional sign when its conditions are met, thus being applied to a concrete reality.
Proposition 4.0312: "The possibility of a proposition is based on the principle that signs stand in for objects. My fundamental thought is that logical 'constants' do not stand in; that there is nothing that can stand in for the logic of facts."
Regarding the signs mentioned in proposition 3.5, Wittgenstein further explores in this proposition how, in his philosophy of language, a proposition can only have meaning because the propositional signs that compose it are indeed substitutes for real objects in the world. A propositional sign represents an object in the world, as previously stated, and the entire proposition makes sense only because this sign stands in for a real object. He then refers to logical "constants," which are elements of language like "and," "or," "not," "implies," and so on. These logical constants, as the author explains, unlike propositional signs, cannot stand in for real objects; a sign like "cat" or a propositional sign like "the cat is on the sofa" can certainly represent real objects, but a logical constant like "and" cannot. Finally, Wittgenstein states, "there is nothing that can stand in for the logic of facts." In this sense, he means that logic is not properly an object that can be represented but is the very structure that exists between facts, necessary for representation. One might add that, while logic cannot be represented, it is necessary for representation because it determines the possibilities arising from the facts.
In parallel, in the computing world, these signs that represent objects are the source code that represents data, digital resources, payment conditions, or any other useful digital data in the network in a language between mechanical and human. Just as in linguistic propositions, the coded instructions in smart contracts can represent and manipulate states of affairs (configurations of objects) in the digital world. To delve deeper into the concept, note how a conditional statement like "if payment of x occurs then refund y" represents a relationship between two states of affairs in the digital world and acts autonomously when the first condition is verified. The consequential logic behind these engines, when compared with Wittgenstein’s, appears remarkably tight. In conclusion, just as logical constants in real life do not properly represent objects, the Boolean logic used to write smart contracts (with operations like "AND," "OR," "IF," etc., well known to programmers of any programming language) does not represent digital objects like data or information, but are simply constituent parts of the computer logic inherent in the contract, without which, of course, the writing of the contract would be impossible.
Proposition 6.3: “Investigation of logic means the investigation of all that is subject to a law. And outside logic everything is accidental.”
This proposition could be used to discuss how smart contracts, based on predefined logic and immutable rules, represent an attempt to build a "logical" system of action in the digital world—that is, of total and autonomous consequentiality. Any action that occurs outside the rules of a smart contract is "accidental," similar to Wittgenstein’s idea that outside of logic everything is accidental, uncontrolled, which is why figures such as programmers who update and anticipate potential errors or behaviors outside the logic of transactions become indispensable. These anti-logical behaviors are often created by hackers and cybercriminals to take advantage of the network, causing damage to digital structures.
Conclusion
In this article, we analyzed the functioning of DAOs and, after conceptually explaining smart contracts, discovered how a comparison with Wittgenstein’s philosophical logic is pertinent, resulting in very close parallels between the two disciplines.
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